

Durante il periodo
fascista il gioco del calcio cominciava a prender piede a Paternò.
Alle partite di calcio si affiancavano i sabato fascisti e le adunate nelle
piazze.
All'affermazione del calcio contribuì certamente la figura di Tano
Messina, indimenticabile centravanti che nella stagione 1938/39 militava assieme
al Paternò nella prima divisione. Già a quei tempi molti giovani
stravedevano per le sue imprese.
Ma non meno importante furono Nino Fallica, difensore, soprannominato iatta sicca, e Sebastiano Coco che parecchi anni dopo sarebbe diventato il nonno del bravissimo e ormai arcinoto Coco oggi militante nel Barcellona dopo essere passato per il Milan ed essere membro della nazionale italiana.
Il gioco del calcio in quegli anni si svolgeva in un campo di gioco approntato alla meglio, con delle porte che a momenti cadevano per terra e dove i giocatori dovevano fare attenzione a non inciampare.