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PATERNO'-SAMB 1-4
PATERNO’ (4-4-2): Passarini 6 (1’ st Liotta 6); Calà Campana 6,
Femiano 5, Bertoni 5.5, Gadau 5.5; Lolli 5 (16’ st D’Aviri ng), Librizzi
5.5, Carloto 6, Tombesi 5.5 (6’ st Konte 6.5); Pagana 5.5, Ascenzi 5.5. A
disp.: Timoniere, Cacciaglia, Intagliata, Mordagà. All.: Pellegrino 6.
SAMBENEDETTESE (3-5-2): Aprea 7; Taccucci 6.5, Cottini 6.5, Maury 6.5;
Hilario 6.5; Martuscello 6.5 (28’ st Cazzola ng), Napolioni 6, Gennari 6.5,
Manni 6; Scandurra 8 (22’ st Bifini ng), Zerbini 7 (43’ st Cacciatori ng). A
disp: Fioravanti, Quondamatteo, Petterini, Minotti.: Trillini 7.
ARBITRO: Marelli di Como 6.5.
MARCATORI: pt 34’ Gennari (S); st 4’ Zerbini (S), 18’ Martuscello
(S), 21’ Scandurra (S) rig., 30’ Pagana (P).
Note: 1200 spettatori circa. Ammoniti: Cottini e Gennari. Angoli: 6-3 per
il Paternò.
PATERNO’.
In un modo o nell’altro si è FINALMENTE concluso per il Paternò il 2003:
un’annata negativa cha ha portato soltanto dolori (eccezion fatta per il
riottenimento della C1 a fine agosto).
La
Samb, dal canto suo, cala un poker che porta la firma dei suoi pezzi migliori ed
in maniera cinica e spietata espugna il terreno degli etnei che inciampano per
la settima partita di fila. Il tutto, nella giornata in cui i circa cento
supporters marchigiani scesi in terra di Sicilia hanno apertamente contestato il
patron Luciano Gaucci con annessa l’intera dirigenza. Sul fronte più
squisitamente sportivo la partita di ieri ha visto un Paternò che ha spinto fin
da subito sull’acceleratore “rischiando” già dopo appena sette minuti di
gioco di portarsi in vantaggio con Pagana che, però, si faceva respingere un
penalty dall’ottimo Aprea che intuiva l’angolo giusto. Da lì in poi la
Sambenedettese cominciava a prendere l’iniziativa in mezzo al campo ed al
34’ una sponda di un’incontenibile Scandurra trovava pronto Gennari che
incornava alle spalle di Passarini. Prima dello scadere ancora Scandurra
chiamava l’estremo difensore etneo agli straordinari.
L’inizio
della ripresa chiudeva, di fatto, i giochi: dopo soli quattro minuti Zerbini si
avventava su di un pallone vagante in area avversaria insaccando sottomisura. Al
quarto d’ora il subentrante Liotta compiva un autentico miracolo su Scandurra
ma doveva arrendersi poco dopo ad uno stacco di testa di Martuscello che
bruciava in anticipo Gadau. Una manciata di secondi più tardi sempre il
funambolo Scandurra si procurava e trasformava un calcio di rigore. Il Paternò
realizzava il gol dell’amara consolazione con un pallonetto di Pagana e
fallendo sul finale almeno un paio di gol prima con lo stesso capitano rosso
azzurro e poi con Konte.
Articolo Anthony Distefano