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PATERNO'-LANCIANO:THE DAY AFTER
C’è
davvero poco di che recriminare stavolta. Contro il Lanciano pretendere di più
da una formazione in piena emergenza era davvero inverosimile. Se poi la terna
arbitrale decide di annullare, per la quarta volta dall’inizio del campionato
un gol assolutamente da convalidare e che avrebbe portato al pari, il discorso
si può ben chiudere dicendo che anche per quest’anno il Paternò è in netto
credito nei confronti della dea bendata che dopo un quarto d’ora dall’inizio
della ripresa non ha voluto neppure donare quel pizzico di spietata lucidità a
Gaetano Calvaresi per insaccare una rete strameritata.
Mister
Pellegrino di solito attento a non esternare al di sopra delle righe questa
volta non c’è l’ha proprio fatta a rimanere sulle sue dichiarando che “se
gli arbitri continuano così al Paternò non basteranno mai due gol per poter
vincere una sola partita”. Intanto, il tecnico aretuseo si è messo egli
stesso in discussione affermando da professionista serio qual è di voler avere
un incontro coi dirigenti etnei date le tre sconfitte consecutive (quattro se si
include anche la Coppa Italia). Un incontro che non susciterà nessuna decisione
clamorosa: Pellegrino è, del resto, l’ultimo responsabile dell’attuale,
precaria, situazione.
Ma
quella di domenica è stata anche la giornata dell’aperta contestazione dei
gruppi organizzati rosso azzurri: solo uno striscione, “gli Ultras vanno
rispettati e non umiliati”. Un messaggio per niente velato al presidente
Marcello Lo Bue, reo a detta dei tifosi, di non aver allestito una squadra
competitiva come promesso ad inizio campionato; da parte sua il massimo
dirigente etneo, pesantemente beccato da chi è rimasto fuori dal “Falcone e
Borsellino”, si è limitato a confermare che è stufo di fare calcio e che ben
presto lascerà.
Art. Anthony Distefano