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Viterbese-Paternò 2-1
Probabilmente tanti
erano i tifosi rosso azzurri che attendevano un miracolo provenire da quel di
Viterbo; uno scatto d’orgoglio, un rialzare la testa in barba alle
contestazioni, agli atti vandalici ed alle tante, innumerevoli, contorte e
controverse situazioni che avevano caratterizzato l’ultima settimana.
Ma
il miracolo non c’è stato e lo scatto d’orgoglio neppure.
Cinque sconfitte nelle
ultime cinque partite; appena un punto nelle ultime sei. Il Paternò affonda più
che mai in classifica e, quel che è peggio, non si intravede quel barlume di
luce che invoglierebbe ad affidarsi alla speranza. Non si capisce cos’è che
proprio non vuole andare: se si tratta dei giocatori o del gioco oppure se
trattasi di un problema di testa o di gambe. Quello dei risultati che non
arrivano più si è tramutato, in casa rosso azzurra, in un autentico ed
intricato rompicapo.
A Viterbo e per la
sesta volta consecutiva è valsa la “regola del 2”, ovvero il Paternò perde
ancora incassando due reti: troppo facile addossare le colpe al reparto
difensivo, anche ieri apparso distratto in più di un occasione (vedi il secondo
gol al passivo), ma la sensazione è che ci sia qualcosa a monte che non va come
dovrebbe. In avanti il volenteroso Roberto Manca predica, tutto solo, nel
deserto non ricevendo praticamente mai palloni giocabili da un centrocampo che
non solo non riesce ad imbastire delle trame di gioco degne di tale nome ma, per
giunta, in fase di contenimento, non riesce a contrastare come dovrebbe la linea
avversaria.
Articolo di Anthony Distefano