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STASERA IN CAMPO CONTRO LA TORRES
Proviamo
a tirare un po’ le somme.
Punto
primo. Nella giornata di ieri il presidente del Paternò calcio, Marcello Lo
Bue, al timone della società etnea dal novembre ’98, ha affermato che
comunque vadano le cose passerà la mano al termine della stagione in corso. Una
decisione confermata anche quest’oggi: “indietro
- ha detto il patron rosso azzurro – non torno. Domenica scorsa sono
stato offeso pesantemente; al di là di qualsiasi errore non credo di meritare
tutto questo. E poi le istituzioni…sono stato lasciato solo proprio nel
momento in cui il carro dei vincitori era vuoto. Così non si può fare
calcio”.
Sostanzialmente
le parole del presidente Lo Bue ricalcano quelle già espresse ieri sera nel
corso dell’intervista rilasciata ai microfoni dell’emittente televisiva
locale “CIAK TELESUD” e da lì nient’altro è cambiato. La decisione resta
quella di ieri. Ma la domanda rimane: chi potrebbe prelevare la società? Una
questione che è più delicata di quel che può apparire perché sui nomi di
nuovi presidenti si è sempre fantasticato, tirando in ballo anche esimie
personalità francamente per nulla interessate. Ed ancora: da qui a giugno
sarà, eventualmente, possibile ricucire lo strappo? Non rimane che attendere
gli eventi. Di certo la passione che ha animato in questi meravigliosi anni il
presidente Marcello Lo Bue sarà difficile riscontarla in eventuali sostituti.
Punto
secondo. Mister Pellegrino lo ha detto chiaramente: da qui a gennaio non potrà
arrivare nessun giocatore ma da gennaio servono almeno tre puntelli di categoria
altrimenti, ha aggiunto il tecnico paternese, è più probabile che sia egli
stesso ad abbandonare. Pellegrino ce l’ha soprattutto per una serie di
promesse che sono andate disattese: prima fra tutta quella relativa alla
costruzione di un organico che avrebbe potuto garantire la disputa di un
campionato dignitoso. Del resto è proprio questo il motivo che ha spinto le
tifoserie organizzate a disertare il “Falcone e Borsellino” domenica scorsa
contro il Lanciano. I cori e le ingiurie contro Lo Bue, francamente sono poi
un’altra cosa: una caduta di stile che un pubblico corretto come quello
paternese dovrebbe fare in modo di evitare in ogni modo. Tentare a risolvere le
cose attraverso il dialogo ed il confronto è una cosa; farlo attraverso le
offese personali è un’altra.
Punto
terzo. E’ davvero un mistero come a tre settimane dalla richiesta ufficiale il
transfert per l’attaccante di colore Amadou Konte non sia ancora giunto. A
meno che vi siano degli impedimenti, di cui né noi ne la dirigenza siamo a
conoscenza, è davvero assurdo che si debba attendere così tanto tempo in C1
per il tesseramento di un giocatore solo perché si tratta di uno straniero.
Art. Anthony Distefano