
![]() |
![]() |
DOPO LA CLAMOROSA SENTENZA DELLA CORTE FEDERALEMAURIZIO LO BUE RASSEGNA LE DIMISSIONI
“Non
intendo investire le mie risorse in un mondo come quello del calcio, dove non
esistono regole precise. Avevamo una sentenza inappellabile, è stata
sconfessata la Caf: sapevo che era l’ultimo grado di giustizia…”. Sono le
parole amare del presidente Maurizio Lo Bue che assieme al suo vice Salvatore
Milici hanno rassegnato le dimissioni in segno di protesta nei confronti della
decisione della Corte Federale che ha tolto al Paternò i tre punti a tavolino
precedentemente assegnati dalla Caf.
Partiamo
dal presupposto che quanto disposto nella tarda serata di giovedì scorso dalla
Corte Federale è stata un’autentica doccia fredda per il Paternò e per tutto
l’ambiente. Una doccia fredda non tanto in riferimento al fatto che i rosso
azzurri saranno costretti a tornare in campo per disputare gli spareggi play out
contro L’Aquila, bensì pensando a come nella storia del calcio italiano non
era mai accaduto che una sentenza della Caf venisse ribaltata. In questo caso ci
troviamo dinanzi ad un doppio ribaltone: quello ai danni del Catania e del
Paternò. Un record.
“Evidentemente
– ci ha detto, non nascondendo il proprio disappunto, il presidente degli
etnei, Maurizio Lo Bue – ci tocca
apprendere a nostre spese che la Caf non è più l’ultimo organo giudicante.
Un fatto davvero curioso dato che questa è la primissima volta che accade un
fatto del genere. Mi chiedo, a questo punto, se non sia lecito aspettarsi che
spunti fuori un altro organo ancora. Questa è una sconfitta per lo sport”.
Un
commento amaro che è stato esternato nella sua interezza anche dalle telecamere
dell’emittente locale, Ciak Telesud in cui lo stesso presidente ha fatto una
panoramica sull’attuale difficile momento.
A
Paternò tra i tifosi si respira un’aria di incredulità. Appena assaporato il
retrogusto amaro di un salvezza giunta in circostanze rocambolesche, ecco
ripiombare nel limbo dei play out.
Da
questa sede ci limitiamo ad una semplice considerazione: vero è che il nuovo
statuto della Federazione assegna poteri d’intervento più ampi da authority
di garanzia ma, al tempo stesso, è altrettanto vero che le regole non possono
essere cambiate in corsa. Il mondo del pallone, caratterizzato dalle sue
contorte evoluzioni, ha probabilmente perso un’altra occasione per rendersi
credibile.
Intanto
sono state ufficializzate le date dello scontro con L’Aquila. Andata il 1°
giugno in terra abruzzese; ritorno sette giorni dopo al “Falcone e
Borsellino”.
Art. Anthony Distefano