ROSSO AZZURRI IN SILENZIO STAMPA

Bocche cucite nel dopopartita da parte dei rosso azzurri. Non tanto per una sconfitta, che comunque brucia e non poco: quanto per una sorta di protesta nei riguardi delle Forze dell’ordine che, a quanto pare, senza un valido motivo, hanno allontanato durante l’intervallo, tutti i dirigenti etnei dalla zona degli spogliatoi impedendo l’accesso a tutti gli organi societari paternesi compreso il cassiere a cui non è stato consentito nemmeno di comunicare l’incasso di giornata.

Da qui la protesta della dirigenza siciliana che non ha voluto far rilasciare dichiarazioni ai propri tesserati; unica eccezione per l’addetto stampa del Paternò, Antonio Foti, che ha spiegato i motivi del silenzio stampa di fine partita.

“Ci dispiace per i colleghi presenti – ha affermato Foti – ma siamo esterrefatti per il trattamento che abbiamo subito. Senza nessun argomento ci è stato impedito di transitare per la zona dove si trovano i nostri stessi spogliatoi; il figlio dei presidente Lo Bue, Diego, è stato trattenuto inspiegabilmente dai Carabinieri; il nostro segretario e tutti i dirigenti allontanati. Un comportamento increscioso ed inqualificabile che non riusciamo a comprendere: scusateci ma oggi non intendiamo parlare a causa di un maltrattamento che abbiamo dovuto subire”.

Sul versante marchigiano mister Mirco Fabbri giunge in salastampa raggiante al termine di un incontro che ha visto la sua squadra mettere in campo una dose di cinismo e di concretezza davvero spietata.

“E’ sembrata una partita facile – esordisce Fabbri -ma in realtà posso garantire che non lo è stato affatto. Abbiamo sofferto dopo i primi venticinque minuti di gioco, come ci aspettavamo, poi tutto è divenuto più semplice dopo il nostro gol forse un po’ fortunoso ma direi che abbiamo gestito bene anche il primo quarto d’ora della ripresa dove il Paternò ha spinto parecchio. Dopo, tra l’espulsione ed il secondo gol, non c’è stata più partita anche se i nostri avversari hanno dimostrato un gran carattere spingendo sino al 94’ e, forse, alla fine meritavano anche un gol”.

Art. Anthony Distefano